Forbice dai Pradacetti per il Canalino della Focetta e Cresta Sud (Anello da Biforco)

LA FORBICE 1772 M.

ForbicePradacettiItinerario grandioso, tanto appagante quanto faticoso. Il punto di partenza è la localita' di Biforco (366 m.), raggiungibile in auto da Massa, proseguendo per il paese di Forno (via della Bassa Tambura), dal quale si segue la stretta strada asfaltata che ci porta all'imbocco della marmifera per la zona di escavazione (spiazzo per parcheggiare prima della sbarra). Inizialmente si segue fedelmente la marmifera (167-168) per alcuni ripidi tornanti, superando zone di estrazione tra le quali la Cava Romana (inattiva). Nei pressi dello sbocco del Canal Fondone (CAI 168attualmente chiusoluglio 2020); la traccia esce dalla zona di cava e prosegue sempre in ripida salita (segnavia 167), tra la vegetazione, correndo in parte lungo la vecchia via di Lizza degli Alberghi. Al termine di questo primo erto tratto il sentiero si apre con vista magnifica sul Contrario. Segue un breve tratto pianeggiante; invece di continuare sul 167 in direzione della Casa degli Alberghi, seguiamo la traccia a sx che scende nel greto del torrente per risalire sulla sponda opposta (indicazione Rif. Donegani - Cava 27): qui inizia il cosi' detto sentiero dei Pradacetti, che consente di raggiungere l'omonima sella, situata sulla cresta di congiunzione tra la Forbice e il Passo delle Pecore. L'erto canalone che andremo a risalire è separato dalla Valle degli Alberghi dal Pizzone e la relativa cresta. La progressione è subito faticosa e ravanosa. Sono presenti continui bolli rossi, talvolta non proprio facilmente individuabili, almeno nella parte bassa. Con fatica si giunge su una bella e panoramica crestina in parte erbosa, quasi all'altezza della Casa degli Alberghi e dalla quale si puo' scorgere chiaramente l'attacco della ferrata. Si prosegue sino a giungere ad un breve traverso attrezzato superato il quale abbandoniamo il sentiero dei Pradacetti per cominciare la lunga traversata a vista dell'omonimo vallone, puntando alla base dell'evidente canalino che separa il Torrione Figari dalla Cresta Sud della Forbice e che culmina alla Focetta (1436 m.). Inizialmente ci muoviamo su terreno delicato, piuttosto ripido; incontriamo subito una fuga di placche da aggirare con piu' facilita' nella parte alta, per poi proseguire in leggera discesa (ometto) e continuare, adesso piu' agevolmente, al fondo di un successivo canale (pozze d'acqua) che traverseremo, per poi iniziare a risalire sulla sx, su paleo ripido e roccette, seguendo vaghe tracce di animali o a vista, avvicinandoci sempre piu' all'imbocco del canalino  (il canale parte da molto piu' in basso, ma noi ne percorriamo la parte finale, piu' agevole). Una comoda cengia erbosa ci introduce all'interno del bellissimo canalino roccioso e ne iniziamo la divertente risalita su roccia mediamente buona (I/I+) . Dopo una strettoia nella parte centrale ed un successivo tratto roccioso, ne usciamo, percorrendo gli ultimi metri su terreno detritico, arrivando al valico della Focetta. Adesso puntiamo alla Cresta Sud della Forbice; una traccia vaga con qualche bollo blu (gia' percorsa qui) sale rimanendo ben al di sotto del filo; stavolta seguiamo invece il filo, in realta' non ben definito. Lasciamo la traccia bollinata per salire sulla dx su belle placche (I+) sino a portarci sotto un risalto che aggiriamo sulla sx per poi continuare la ripida salita, sfruttando una rampa di paleo, fino ad un secondo risalto che aggiriamo alla base, verso sx, superando un breve spigolino, al di la del quale rinveniamo un bollo blu, ricollegandoci cosi' alla traccia (vaga) lasciata poco dopo la Focetta. Siamo ormai sull'ultimo tratto di cresta, adesso in direzione sud-est che con percorso breve ma piuttosto aereo, ci porta sulla vetta sud. Proseguiamo qualche metro sulla cresta fino a scendere, con cautela lungo un canalino di sfasciumo sulla sx, per poi traversare subito a dx, superando un breve gradino roccioso non esposto, e giungere alla selletta che divide la cima sud dalla nord. Da qui, seguendo una traccia sulla dx, giungiamo rapidamente e senza difficolta' alla Finestra del Grondilice (1743 m.). Cominciamo adesso il lungo rientro, seguendo il CAI 186 in direzione di Foce Rasori (1315 m.), raggiunta la quale, la via piu' diretta per rientrare a Biforco sarebbe il CAI 168 che si snoda lungo il Canal Fondone;  ad oggi pero' tale sentiero risulta chiuso e di difficile percorrenza data la fittissima vegetazione. Da Foce Rasori, all'altezza della piazzola dell'elicottero, svoltiamo comunque a sx e percorriamo la prima parte del 168, quella messa un poco meglio, anche se non manca qualche difficolta' nel seguirne il percorso. Abbandoniamo il 168 quando i segnavia deviano decisamente sulla dx, poco prima dell'attraversamento del canale con pozze d'acqua, all'altezza dei ruderi di Case Cormereto (1066 m.). Una vaga traccia (bollo rosso poco visibile) si stacca sulla sx e punta ad un grosso masso dove spicca un secondo segno rosso decisamente piu' evidente. I segni continuano ma anche qui la fitta vegetazione ha di fatto coperto ogni traccia. Si aggirano i ruderi sulla sx, con fatica tra le felci, per poi abbandonare il percorso suggerito dai segni rossi, in favore, sulla dx di una zona rocciosa libera dalla vegetazione. Ci raccordiamo alla sequenza di bolli piu' in alto, ormai fuori dalla zona invasa dalle felci.  Continuiamo adesso su traccia piu' evidente e "pulita", sempre assistita da numerosi bolli, valicando la base della Cresta dei Trasandini che scende da Punta Questa, e proseguendo in lungo traverso, con qualche sali-scendi, senza difficolta' ed in ambiente panoramico, fino ad incrociare nuovamente il sentiero dei Pradacetti, poco prima del bivio con il 167. Da qui, seguendo il percorso dell'andata, torniamo a Biforco

Itinerario di grande soddisfazione, piuttosto impegnativo, specialmente dal punto di vista fisico. Il ritorno, a causa dei lunghi tratti in mezzo a fitta vegetazione, richiede l'uso del gps o un ottima conoscienza della zona.

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